TAD2015_GiocoDel15TODI APPY DAYS LOGO #lspmed #legoseriousplay #todiappydaysIl 26 settembre scorso a Todi ho facilitato con tecnica Lego Serious Play due workshop aperti al pubblico. Come annunciato nel mio post precedente abbiamo giocato col marketing. Abbiamo infatti tutti insieme generato (o per meglio dire co-creato) tante idee utili al nostro amico Microsoft per tornare ad essere il numero 1.

È sempre difficile impostare un workshop non rivolto ad uno specifico target di persone. Per questo costruire un workshop pubblico, e specialmente un workshop con la metodologia Lego Serious Play, finalizzato a risolvere le principali questioni di un’organizzazione, ha richiesto più di uno sforzo di creatività.

Ma non è forse questo lo sforzo che ogni marketer deve affrontare quando imposta una strategia di content marketing? Non è forse questo il mettersi nei panni del consumatore di cui parlano le tante “customer centric” strategies? Per questo l’altra volta ho parlato di giocare col marketing. Non solo perché il tema proposto nel workshop era molto marketing (strategico), ma soprattutto perché riuscire a coinvolgere un pubblico potenzialmente molto eterogeneo (e vedremo quanto lo sia stato!) con un tema specifico è di per sé un’azione di marketing.

Nella generazione del caso su cui far sperimentare ad un pubblico generico la metodologia Lego Serious Play mi sono affidato a due elementi sicuri (per quanto sommari):

  • Qualcosa la cui conoscenza fosse diffusa
  • La natura tecnologica dell’evento Todi Appy Days

me facilitating #lspmed #legoseriousplay #todiappydaysHo quindi puntato a coinvolgere un marchio mondiale in ambito tecnologico e la scelta è caduta su Microsoft. Per avere un contributo di idee e creare un legame emotivo il tema è stato finalizzato a generare idee per far tornare la casa di Redmond ad essere il numero 1.

Come previsto nel workshop della mattina la maggioranza era formata dal tipico pubblico di Appy Days, giovani, donne, con la passione per la tecnologia e il coding. Sorprendentemente c’erano anche una serie di professionisti del settore eventi incuriositi dalla metodologia.

Dopo la fase di warm-up dove si acquisiscono le tecniche di costruzione, il processo core di sfida-costruzione-storymaking e riflessione e le modalità di dialogo che usi il modello come base di argomentazione, ogni partecipanti ha dapprima individuato la sfida principale che Microsoft deve affrontare per tornare ad essere il n. 1. E successivamente ogni partecipante ha trasformato il proprio modello in modo da rappresentare la soluzione alla sfida che aveva individuato. Sono state generate parecchie coppie sfida-soluzione da parte dei partecipanti. La considerazione principale è stata quella di essere più attenti al consumatore come persona, con un occhio speciale all’innovazione richiesta da esso e a quello che avviene in generale.

individual model #lspmed #legoseriousplay #todiappydaysQuesto è facilmente visibile nel modello della foto, dove il consumatore è al centro osservato da presso da due occhi, di cui uno, quello dell’innovazione, è sormontato da uno stendardo. Il terzo occhio che osserva dall’alto lateralmente e alimenta un elica, indica la visione nel lungo periodo legata all’innovazione globale.

Successivamente i partecipanti di ogni tavolo hanno costruito su di una base vuota posta nel mezzo del tavolo un modello condiviso con le caratteristiche che deve avere Microsoft per essere ancora vincente. Questo modello condiviso è stato costruito a partire dalle identità core di ciascun partecipante, cioè quell’elemento, identificato ed estratto dal modello individuale, senza il quale il modello individuale non avrebbe più rappresentato la soluzione alla sfida che Microsoft deve affrontare. Alla fine ogni tavolo a condiviso con gli altri tavoli la storia legata al modello condiviso, quindi le caratteristiche che Microsoft deve avere per vincere la sfida di tornare ad essere il n. 1.

sharing the stories about shared models #lspmed #legoseriousplay #todiappydays

Questa condivisione ha prodotto una ricca serie di considerazioni, idee e soluzioni, che se fossi nei panni di Microsoft cercherei di recuperare. Quello che comunque interessa visto il carattere dimostrativo del workshop è stato verificare ancora una volta la ricchezza di come si sviluppa una soluzione co-creata e condivisa in cui i partecipanti negozino in modo facile una soluzione che appartiene a tutti, realizzata da componenti prodotte dai singoli, qualcosa di sorprendente, spesso inimmaginabile prima del workshop

Al workshop del pomeriggio , complice la bella giornata e la parola magica Lego®, si sono presentate tante famiglie con i loro figli. Pur essendo la metodologia adatta anche ai bambini, il workshop Lego Serious Play lo avevo pensato per un pubblico adulto e quindi di fronte al dilemma salvo il workshop (e mando via i bambini) o salvo i bambini e mando via il workshop, ho deciso che il rischio andava assunto e ho accolto i bambini.

kids Lsp #lspmed #legoseriousplay #todiappydaysLi ho sistemati in un tavolo tutto loro, li ho ingaggiati su un tema specifico, analogo al tema generale dove anche loro avrebbero dovuto aiutare Microsoft a migliorare la Xbox. Nonostante il livello di rumore sia stato superiore a quello del mattino, il workshop ha ottenuto comunque successo con un livello molto alto di engagement sia da parte dei bambini che degli adulti.

Insomma una giornata che ha sicuramente fatto conoscere la metodologia Lego Serious Play a molte persone di target diversi tra loro, ma è stata anche una metafora di ciò che un marketer deve fare per riuscire ad avere successo.

Un’ultima notazione: nel workshop del pomeriggio, forse complice la presenza di tanti giovanissimi e tante donne, una delle considerazioni più condivise dai gruppi nei loro modelli è stato il fatto che Microsoft incrementi la presenza di management femminile all sua direzione, ma soprattutto abbandoni una focalizzazione tutta maschile legata al manager maschio ed efficiente, verso un professionista più aperto e femminile.

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