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xiang chen - things we do for broken in shoes (Flickr)

xiang chen – things we do for broken in shoes (Flickr)

L’antico proverbio sul ciabattino è, ahimè, una regola da noi (e non solo in Italia). Ci sono, però, eccezioni incoraggianti. Sono molti coloro che offrono percorsi formativi finalizzati alluso dei nuovi strumenti di marketing per ottenere una migliore reputazione e più vendite. Quasi nessuno, però, utilizza ciò che insegna in modo diffuso ed efficace. Né le scuole che lo fanno per profitto, né tanto meno le università. Qualcosa, però, sta forse cambiando. La reputazione delle nostre università è molto bassa. Nell’ultimo rapporto Times Higher Education non ci sono Università italiane. Solo diciannove paesi compaiono in questa classifica. Tra questi, oltre i colossi (USA, UK, Giappone, Canada, ecc.) ci sono Turchia, Israele, Russia, Taiwan, Singapore e Honk Kong e solo Svizzera, Germania, Svezia, Belgio e Francia tra i paesi europei. Se ci limitiamo alla classifica della reputazione europea le prime università italiane le troviamo oltre il posto 250: l’Università statale di Milano, l’Università Bicocca di Milano e l’Università di Trieste ai primi tre posti. Solo tredici paesi compaiono tra i primi 250 posti (in ordine di apparizione): Regno Unito, Svizzera, Svezia, Germania, Belgio, Francia, Olanda, Irlanda, Danimarca e Austria entro i primi 200, Spagna, Russia e Norvegia dopo.

Questo da solo basterebbe a forzare le nostre università ad attivare una strategia di marketing. Il taglio dei budget (considerando che molte di queste sono statali) dovrebbe spingerle a un massiccio uso di marketing digitale e, soprattutto di Content marketing. Purtroppo la maggioranza delle nostre università non ha una presenza digitale. Le poche che le hanno si limitano a una presenza marginale su Facebook, Twitter e Youtube, con contenuti istituzionali che dimostrano come più che del social media marketing si faccia marketing sui social media. Quasi assenti azioni di Content marketing a livello universitario. Se cerchiamo sui motori di ricerca “blog università” il panorama che è messo in evidenza, non è incoraggiante. Lo stesso avviene se, cercando “master social media”, andiamo a vedere la presenza social o di digital marketing delle istituzioni che appaiono nei risultati della ricerca. Le eccezioni sono poche (la statale di Milano, l’Università Cattolica e la LUISS, tra le più significative) oltre a IULM.

La scuola di comunicazione IULM ha applicato a se stessa l’insieme le strategie e i dettami che insegna nel Master in Social Media Marketing e Web Communication:

  1. Ha acquisito il dominio “mastersocialmediamarketing.it” per garantirsi le prime posizioni nelle ricerche rilevanti al proprio business (nella nostra ricerca “master social media”, IULM occupa la prima posizione);
  2. C’è una presenza specifica su Facebook, Twitter e Youtube, come per altre università;
  3. C’è un blog del master, aggiornato e punto di riferimento per gli studenti e gli utenti del proprio settore.
Master in Social Media Marketing - IULM

Master in Social Media Marketing – IULM

Non solo, ma la strategia digital sta contagiando l’intero ateneo. L’home page, seppur istituzionale, contiene i pulsanti che indirizzano alla presenza social dell’ateneo, che include anche Flickr, ma soprattutto propone la sezione News riportata in prima pagina, con il tasto condividi.

Non è, però, solo una questione di sito. Un docente di IULM ha vinto una borsa di studio Fulbright per una ricerca molto ambiziosa al MIT – Massachusetts Institute of Technology. La “news“che lo riporta è scritta con un tono diverso dal tipico comunicato stampa, ma soprattutto scopriamo che “durante i nove mesi che trascorrerà presso il Dipartimento di Filosofia e Linguistica del MIT, Manzotti racconterà la sua esperienza attraverso clip video e interventi che saranno pubblicati sul profilo Facebook dell’Ateneo”. Insomma un bel cambio di passo, che speriamo sia copiato da altre istituzioni formative.

Conoscete anche voi qualche esperienza dove ciò che è insegnato sia adottato all’interno dell’istituzione formativa? Scrivetemelo qui sotto nei commenti.

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