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Si fa un gran parlare di storytelling e spesso sembra una tecnica per avere successo, il nuovo proiettile d’argento dei marketing manager di tutto il mondo. Graham Brown nella sua ultima produzione ci da finalmente un quadro chiaro di cosa sia lo storytelling ai tempi del social.

Storytelling at Fall Farm Days (Di vastateparksstaff)  [CC-BY-2.0], attraverso Wikimedia Commons

Storytelling at Fall Farm Days (Di vastateparksstaff) [CC-BY-2.0], attraverso Wikimedia Commons

Se i mercati sono conversazioni allora comunicare con il mercato vuol dire narrare. Semplice. Per questo nasce il termine storytelling. Poi però in mano a consulenti e socialcosi il tutto viene ammantato di tecnicismi e wording (uso il termine americano per non usare l’italiano “fuffa” che è insultante!) al punto da rendere necessario l’uso di consulenti specifici. Ad esempio lo storytelling diventa “Lo Storytelling nel mondo delle organizzazioni – grandi o piccole che siano – è un dispositivo fondamentale per la governance dei processi di comunicazione, marketing, analisi strategica, gestione e sviluppo delle risorse umane ma anche di design di prodotto.” E il suo scopo diventa quindi quello di dominare il mercato per vendere di più “Una narrazione d’impresa efficace è la chiave per conquistare una supremazia narrativa di ascolto e di proposta: una posizione dominante su quel mondo simbolico-discorsivo da cui nascono gli impulsi al consumo e all’acquisto, il cuore pulsante di ogni business.

Chiedo scusa all’impresa a cui ho saccheggiato le due citazioni qui sopra (e che non citerò per rispetto), ma non ci siamo! Personalmente non trovo rilevante quanto scritto rispetto a ciò che lo storytelling significa per me. Intendiamoci, lo storytelling è anche una serie di tecniche e tecnologie. Penso ad esempio a tutto ciò che di buono scrive e vive nella sua attività Nancy Duarte (si veda l’ultimo post sulla cultura dello storytelling all’interno delle organizzazioni) o all’eccellente produzione di Ann Hendley, da Content Rules a Everybody writes (probabilmente il miglior libro sul tema degli ultimi anni).

Per me lo storytelling come strumento di customer engagement è quello descritto alla perfezione dal Graham Brown. Nella sua ultima produzione “Brand Democracy” ci sono tutti gli elementi per cui il narrare è lo strumento principe di ogni relazione, inclusa quella commerciale. Non da oggi ma da sempre.

Per Graham Brown sono 7 i principi della Brand Democracy:

  1. Le persone non acquistano cose ma ciò che le cose fanno per loro
  2. Avere l’attenzione delle persone è il costo più grande
  3. Il cliente è l’eroe delle storie, non il brand
  4. Non conta chi racconta la storia, ma a coloro a cui si sta raccontando la storia
  5. Le perone non vogliono un dialogo con il brand, ma vogliono conversare tra di loro
  6. I brand devono smettere di pensare alle persone come i terminali della loro azione di marketing e vederli invece come partner nella produzione della narrazione
  7. I clienti sono il brand

Lascio, quindi parlare lui attraverso la sua ultima presentazione di Brand Democracy.

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