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Il core-process (il processo che è alla base) della metodologia LEGO® Serious Play® è un viaggio sulla U della Teoria U? Le nostre mani sono un modo di attivare la mindfulness? Un mio prototipo sviluppato e condiviso in questi ultimi anni sembrerebbero dire di sì.

Prototipi

core-processPer diventare facilitatori LEGO® Serious Play® si fa un percorso di certificazione molto intenso (4gg di cui uno finisce nel cuore della notte) che usa il LEGO® Serious Play® come strumento di formazione. All’interno del processo di certificazione, nelle sessioni di riflessione sul metodo, ci viene introdotta anche la U Theory.

Tutti i facilitatori LEGO® Serious Play® del mondo si riuniscono in autunno in Danimarca a Billund, sede centrale di LEGO®. Durante le sessioni i facilitatori passano molto tempo insieme ed è un incredibile momento di peer learning. Nel 2015 il gruppo dei facilitatori giapponesi mi introdusse al percorso edX dello U.Lab e al Presencing Institute. Con loro discutemmo del loro progetto di illustrare la U theory usando il LEGO® Serious Play®. Questa attività veniva portata avanti da Osamu Kikima della Kyushu Sangyo University, e da Masao Ishihara LEGO® Serious Play® Trainer in Giappone. Da questa esperienza, dopo aver seguito (solo parzialmente in diretta) il percorso edX del 2015, nacque il mio primo prototipo che coniugava le due metodologie (http://bit.ly/LSP4UTheory).

Durante il 2016, con il crescere della mia esperienza nell’uso del LEGO® Serious Play® e con l’approfondimento della U Theory, grazie ad una frequenza più intensa del corso EdX del 2016 e soprattutto la frequenza all’U-Lab Hub di Roma, mi sono accorto che l’intero core-process del LEGO® Serious Play® altro non è che un viaggio lungo la U. Quindi dalla costruzione di un workshop sulla teoria U usando il LEGO® Serious play® (oggetto del prototipo del 2015) ho costruito il mio prototipo del corso del 2016 (http://bit.ly/LSPcoreU) per rafforzare l’idea che in ogni workshop LEGO® Serious percorriamo la U (della U Theory) più e più volte.

Core-process e la U

U journeyLa relazione tra core-process e U è intimamente connessa a ciò che fa naturalmente in un workshop LEGO® Serious Play® un singolo partecipante per rispondere alla domanda aperta posta del facilitatore.

Il core-process ci dice che a fronte della domanda posta dal facilitatore i partecipanti costruiscono un modello individuale con LEGO® e usano questo modello come metafora 3D per raccontare la loro risposta alla domanda. La metodologia prevede che tutti costruiscano e tutti raccontino, quindi, durante la fase del racconto, aiutati anche dal facilitatore, ci sia un processo di riflessione su quanto ciascun partecipante ha contribuito a far emergere sul tema.

Per poter costruire un modello 3D con LEGO® individualmente in risposta alla domanda del facilitatore, il partecipante sembra seguire questo percorso:

  • Si dimentica ciò che sa (nel senso che non può seguire modi di risposta consueti)
  • Si guarda intorno con sguardo nuovo
  • Sente ciò che lo circonda
  • Trova ciò che non conosce (costruire un modello 3D in risposta alla domanda)
  • Cristallizza la visione e l’intenzione (il modello LEGO® che prende forma)
  • Prototipa il futuro (il modello 3D e la storia che prende forma)
  • Implementa il da farsi su ciò che ha imparato (la riflessione sul suo racconto e quello degli altri)

Thinking with handsQueste altro non sono che le fasi del viaggio lungo la U:

  • Downloading past patterns
  • Seeing with fresh eyes
  • Sensing from the field
  • Presencing connecting to source
  • Crystallizing vision and intention
  • Prototyping the new by linking head, heart, hand
  • Performing by operating from the whole

Mani e cervello

In un workshop U Theory queste fasi vengono attivate da un percorso mindful. Nel LEGO® Serious Play® invece si usano le mani nella costruzione della risposta alla domanda del facilitatore. L’utilizzo delle mani, come ben sappiamo, attiva per intero il cervello.

Infatti, come dice Robert Rasmussenl‘intero elenco degli attributi comportamentali recentemente acquisiti e unicamente umani deve essere sorto durante il lungo processo di allargamento del cervello che ha avuto inizio con l’espansione del nuovo e inventivo strumento utilizzato da Homo habilis, cioè la mano. (Wilson 1998). Jean Piaget, il padre della nostra moderna comprensione dell’intelligenza, ha introdotto l’idea che l’intelligenza cresca dall’interazione della mente con il mondo. Pertanto, le idee complesse e astratte come il tempo, la causalità, lo spazio, ecc. sono tutte operazioni attive che crescono dai processi di feedback tra la mente vivente e il mondo che ci circonda”. È come se attraverso la mano attivassimo la mindfulness immediatamente.

Better resultsQuesto utilizzo massiccio della U è anche una delle ragioni[1] per cui un workshop LEGO® Serious Play®:

  1. Garantisce il 100% di partecipazione
  2. Costruisce fiducia nelle persone
  3. Garantisce nuove prospettive
  4. Arriva ai valori e ai principi fondamentali
  5. Produce un’espressione autentica
  6. Crea un linguaggio comune
  7. Chiarisce la complessità
  8. Garantisce l’allineamento del gruppo
  9. Garantisce risultati memorabili
  10. Fa risparmiare tempo

È qualcosa di sorprendente, spesso inimmaginabile prima del workshop, che da ciò che realizzano individualmente i singoli partecipanti si produca insieme una soluzione cocreata, condivisa in cui la negoziazione è più facile e il risultato appartiene a tutti. Soprattutto considerando che il focus del LEGO® Serious Play® è il singolo individuo, non il gruppo. Coinvolge tutti nel processo decisionale, aumentando la probabilità che tutti i partecipanti condividano e onorino le decisioni e gli impegni presi nel corso del workshop.

Validare il prototipo

RetrospectiveHo cominciato a condividere il mio prototipo prima di tutto con i partecipanti ai tanti workshop che ho fatto e che faccio da allora. In ogni situazione ho constatato che le persone contribuiscono al valore del prototipo (dandone un’implicita validazione) attraverso i loro commenti nelle analisi retrospettive dell’apprendimento che faccio con loro mentre riordino il materiale; questo è uno dei momenti più ricchi dei workshop quando finito, alcuni rimangono con me a riflettere sull’esperienza. Molti di loro si sono ritrovati nel percorso della U e hanno condiviso che sia stato il core-process a condurli sullo stesso percorso. Molti hanno testimoniato che attraverso le mani, che pensano e costruiscono il modello (metafora 3D per la condivisione delle storie, vero focus dell’interazione tra i partecipanti), si riesca a raggiungere il presencing e cristallizzare l’intenzione. Questa scoperta ha prodotto in loro anche molto interesse nella U Theory.

A novembre 2017 a Billund ho condiviso con il gruppo dei facilitatori giapponesi il mio prototipo. Per molti di loro il prototipo e le interazioni con i partecipanti alla condivisione dell’idea sono una base solida che possono validare l’idea. Anche per altri facilitatori che conoscono la U Theory con cui ho condiviso il prototipo l’idea è forte e ha riscontro anche nella loro pratica. È chiaro che questo prototipo non cambia nulla delle due pratiche, ma la consapevolezza di un percorso comune aiuta molto chi come me usa la conoscenza olistica nell’impiego dei diversi strumenti di facilitazione.

[1] The 10 reasons to use LEGO® Serious Play® are crafted By Donna Denio from Team Dynamics Boston

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